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slogan

"Lascia che ti racconti di un posto da qualche parte su a New York dove la gente è allegra e passa la notte a ballare. Tutti si sentono meglio passando la notte a ballare."
Sam Cooke, "Twisting the Night Away"
 

COPventoBastardo300VENTO BASTARDO

Iris 4

Uscita: novembre 2012

Iraq, 2010. La desertificazione è come un cancro in un essere umano. Quando la terra perde la vegetazione che la ricopre, è molto difficile recuperarla. Bisogna trattarla metro per metro. Con la desertificazione arrivano i venti.

Quelli bastardi.

Le tempeste di sabbia portano la crisi delle campagne direttamente nei soggiorni degli abitanti delle città. La polvere che cade ha la consistenza del borotalco, e riesce ad arrivare negli armadi e negli angoli, nonché nelle narici e nei polmoni. Provoca problemi di salute, interrompe le attività, distrugge i macchinari, per non parlare degli effetti psicologici. E’ una catastrofe che sta uccidendo l'Iraq, al pari degli attentati suicidi e dei regimi inetti. C'è di più: la sabbia delle tempeste dell’Iraq arriva spesso, per effetto condiviso dei venti, sino all’Iran, al Qatar, toccando le coste dell’Arabia Saudita, degli Emirati Arabi, parte del Mar Rosso e dell’Egitto. E anche oltre, con conseguenze che si possono immaginare. Perché nella sabbia dell’Iraq ci sta di tutto, comprese scorie radioattive provenienti da un vastissimo territorio in cui le radiazioni sono state misurate 250 volte più potenti di quelle di Hiroshima e Nagasaki.

Non so se l’Iraq e i suoi infernali Tufanaltorab possano essere considerati il laboratorio di una futura Apocalisse scatenata dal riscaldamento globale. Di sicuro qualche indizio lo forniscono: aumento di malattie a carico del sistema immunitario, patologie respiratorie centuplicate, nuovi virus in continua fase mutagena sui quali probabilmente si specula a fini commerciali (ma questa è un’altra storia). Qualcuno sostiene che fra non molto assisteremo a tempeste di sabbia nella pianura padana. Non sono così esperto, ma, nelle giornate in cui tira il Föhn anche qui nell'Italia del nord, i dust devil – i vortici di sabbia – si vedono benissimo, soprattutto se la stagione di riferimento è stata particolarmente asciutta. Nel gioco di similitudini tra il micro e il macrocosmo gli echi risuonano sinistri. In Iraq più di un tragico incidente – qualcuno a carico anche delle truppe italiane – è stato determinato da una tempesta di sabbia e l’involontario simbolismo climatico del “vento cattivo” sembra rammentarci quel vecchissimo adagio del “chi semina vento, raccogliendo tempesta”.

Credo che in un modo tutto suo e peculiare la letteratura fantastica possa farsi portavoce, tra gli altri, di un reale e fondato allarme di fronte nei confronti del quale la generale e succitata indifferenza sta producendo un crimine vasto quanto il pianeta. Tutti i racconti contenuti nell'antologia Vento bastardo, per quanto frutto d'immaginazione, denunciano autentiche situazioni di degrado ambientale e di organica ribellione delle cellule di Madre Terra alle orribili mutazioni provocate dall'inquinamento globale.

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