L'INQUIETANTE BOTTEGA DELLE PIANTE FATALI
Danilo Arona
Watson Edizioni 2017
Italia, oggi. Una città morente avvolta dalla nebbia. Una bottega di erboristeria che si chiama Opus Magica in cui si vendono gli articoli più bizzarri e pericolosi del pianeta. Dietro il banco un uomo strambo e disilluso accoglie una composita clientela di altrettanta eccentricità: maghi, esorcisti, scrittori folli, forse anche fantasmi. Mentre le vie del centro sono sempre più invase dalla terrificante progenie dei Fratelli dell’Ombra. Una discesa negli incubi condivisi della provincia italiana che strappa la risata e non lesina sui brividi da elargire. Con un nuovo, indimenticabile personaggio dalle mille sfaccettature: Martino Tavaglione, erborista. Forse assassino. Come scrive Angelo Marenzana nella prefazione, un luogo “dove nascono occasioni per generare orrori profondi uniti a liberatorie risate. Merito di un azzeccato alter ego, uno dei tanti, dello schizofrenico Arona: Martino Tavaglione, erborista geniale e pazzoide, forse serial killer.”
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'La mia passione per il fantastico è nata, non poteva essere diversamente, al cinema. Complice una mia indimenticabile zia che nutriva un insano amore per il giallo e l'horror e, di nascosto dal marito, trascorreva molti dei suoi pomeriggi al cinema quando si proiettava qualcosa in tema. Io, ragazzino di pochi anni, ero il suo alibi, E così mi vidi, ancor prima di frequentare le elementari, Il mostro della laguna nera, Il figlio di Frankenstein e, quel che più conta, Psycho all'età d'undici anni . II film era vietato, ma, non so come, la zia mi fece entrare. Da allora, al cinema perlomeno, tutto fu diverso, e anche per buona parte della mia vita, soprattutto a proposito di alcune scelte professionali'. Così Danilo Arona in una recente intervista a proposito delle sue 'origini'. Produttore di opere assolutamente personali che si propongono di scandagliate la 'Twilight Zone' tra realtà ed immaginario, Danilo è uno dei decani della critica cinematografica italiana specializzata ed ha fatto parte più volte delle giurie internazionali dei Festival dedicati al cinema fantastico. Di lui Daniela Catelli ha scritto: 'uno scrittore di talento che dalla provincia, da sempre osservatorio privilegiato di realtà oscure, sembra sia riuscito a trovare la porta segreta che comunica con altre dimensioni'.