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"Lascia che ti racconti di un posto da qualche parte su a New York dove la gente è allegra e passa la notte a ballare. Tutti si sentono meglio passando la notte a ballare."
Sam Cooke, "Twisting the Night Away"
 

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L'INQUIETANTE BOTTEGA DELLE PIANTE FATALI

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300bottega2L'INQUIETANTE BOTTEGA DELLE PIANTE FATALI

Danilo Arona

Watson Edizioni 2017

Italia, oggi. Una città morente avvolta dalla nebbia. Una bottega di erboristeria che si chiama Opus Magica in cui si vendono gli articoli più bizzarri e pericolosi del pianeta. Dietro il banco un uomo strambo e disilluso accoglie una composita clientela di altrettanta eccentricità: maghi, esorcisti, scrittori folli, forse anche fantasmi. Mentre le vie del centro sono sempre più invase dalla terrificante progenie dei Fratelli dell’Ombra. Una discesa negli incubi condivisi della provincia italiana che strappa la risata e non lesina sui brividi da elargire. Con un nuovo, indimenticabile personaggio dalle mille sfaccettature: Martino Tavaglione, erborista. Forse assassino. Come scrive Angelo Marenzana nella prefazione, un luogo “dove nascono occasioni per generare orrori profondi uniti a liberatorie risate. Merito di un azzeccato alter ego, uno dei tanti, dello schizofrenico Arona: Martino Tavaglione, erborista geniale e pazzoide, forse serial killer.”

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Danilo Arona, padre nobile del Fantastico italiano

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Articolo originale tratto da "L'Indice" - Leggi qui

A fronte di prodotti d'importazione di qualità molto varia, è bene ricordare che il Fantastico italiano ha una storia di tutto rispetto: e uno dei suoi padri nobili è senz'altro Danilo Arona. La sua produzione ricchissima nel corso degli anni rende difficile persino una precisa mappatura, divisa com'è tra decine di marchi e a cavallo tra edizioni librarie e da edicola. Una quarantina malcontata di opere, per non parlare della miriade di testi apparsi solo sul web: oltretutto una produzione da un lato saggistica (come nel caso dei suoi studi pionieristici sul "Fantacinema"), dall'altro di romanzi e racconti, ma che spesso finisce con l'ibridare le due forme attraverso una ricetta personalissima per la quale parlare di romanzo-saggio rende solo parzialmente l'idea. Ricercatore di frontiera su fenomeni "anomali" e leggende metropolitane, Arona dà così corpo nei suoi scritti a un flusso visionario di storie a cavallo tra realtà interiore (personale o condivisa), mito e pura fiction...

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Recensione KM 98 su "Oggi"

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2C0Z9468'La mia passione per il fantastico è nata, non poteva essere diversamente, al cinema. Complice una mia indimenticabile zia che nutriva un insano amore per il giallo e l'horror e, di nascosto dal marito, trascorreva molti dei suoi pomeriggi al cinema quando si proiettava qualcosa in tema. Io, ragazzino di pochi anni, ero il suo alibi, E così mi vidi, ancor prima di frequentare le elementari, Il mostro della laguna nera, Il figlio di Frankenstein e, quel che più conta, Psycho all'età d'undici anni . II film era vietato, ma, non so come, la zia mi fece entrare. Da allora, al cinema perlomeno, tutto fu diverso, e anche per buona parte della mia vita, soprattutto a proposito di alcune scelte professionali'. Così Danilo Arona in una recente intervista a proposito delle sue 'origini'. Produttore di opere assolutamente personali che si propongono di scandagliate la 'Twilight Zone' tra realtà ed immaginario, Danilo è uno dei decani della critica cinematografica italiana specializzata ed ha fatto parte più volte delle giurie internazionali dei Festival dedicati al cinema fantastico. Di lui Daniela Catelli ha scritto: 'uno scrittore di talento che dalla provincia, da sempre osservatorio privilegiato di realtà oscure, sembra sia riuscito a trovare la porta segreta che comunica con altre dimensioni'.

imghp

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