BLACK MAGIC WOMAN Fratelli Frilli Editori / Tascabili "Noir"

  11 settembre 2001.
Da anni residente in Italia, il giornalista spagnolo Manuel Blanco, dinanzi alle terribili immagini televisive delle Twin Towers in fiamme, riceve un inquietante documento via rete dall’America. Il file s’intitola Black Magic Woman, qualcosa di antico e di familiare per Blanco che ha indagato a lungo in passato sui misteri del Palo Mayombe e i suoi rapporti con le narcomafie. Quel resoconto, però, fa intravedere qualcosa di diverso: dietro la tragedia delle Torri e le sue conseguenze nel mondo non c’è solo la sigla misteriosa di Al Qaeda, ma un più arcano livello esoterico che, nel nome del Palo Mayombe e della magia nera islamica, fiancheggia il terrorismo scatenatosi nel mondo occidentale...
E se la guerra che vediamo ogni giorno combattere in TV fosse soltanto la facciata di sotterranea guerra psichica che una setta micidiale ha dichiarato all’umanità? E se le migliaia di vittime innocenti, soprattutto donne e bambini, da un parte e dall’altra, altro non siano che pedine progettualmente sacrificabili sul fronte di tale conflitto? E se i tanti misteri di una cronaca impazzita (ragazzini uccisi e/o scomparsi così come giovani donne) e le sue troppe apocalissi quotidiane rientrassero in questo mortale disegno?
E’ solo fantasia. Forse… Ma nel gennaio 2002, quando un piccolo di sei anni è misteriosamente assassinato in una villa sulle alture genovesi, Blanco – con l'aiuto di un anziano professore universitario e un tenente colonnello dell'Arma – scopre che il preambolo di tanto moderno terrore potrebbe addirittura risalire alla Londra del 1888, dove impazzava Jack lo Squartatore. Un lontano passato che si riverbera nella storia criminale dell'ultimo ventennio italiano, dove gli orribili delitti del “mostro di Firenze” s'incrociano ad altri inspiegabili e sanguinosi fatti di cronaca: Castelluccio dei Sauri, Novi Ligure, Chiavenna, gli omicidi di Donato Bilancia...
E' una lotta contro il tempo e contro invisibili nemici per impedire nuove morti sacrificali. A Blanco si unisce il sensitivo genovese Alex Grandoni che fornisce le prove materiali dell'esistenza di un pericoloso ordine segreto, diramato in tutto il mondo, che usa l'omicidio come elemento magico. Attraverso la penisola, per tutta l'Europa e in ogni zona del pianeta, si aggirano strani personaggi, i “Cacciatori di anime”, che sembrano gli oscuri manovratori dei delitti più tristemente famosi. L'Eggregoro, l'immane Forma-Pensiero di Iside, di continuo evocata attraverso rituali mai conclusi e sempre alimentati da nuovo sangue, si manifesta in un'invisibile Dea Oscura che vola nottetempo sopra le teste degli esseri umani per colpirne in profondità l'affetto più intimo. L'antico monastero benedettino della Pietraia, a picco sul mare fra Chiavari e Santa Margherita Ligure, potrebbe forse nascondere la soluzione a tanto e occulto groviglio...
E mentre la lotta contro l'Invisibile diventa ogni giorno più serrata, ecco altre, gigantesche o piccole, tragedie: nuovi e disturbanti omicidi, gente che scompare nel nulla, l'esplosione dello Shuttle Columbia e un ulteriore attentato che supera, per dimensioni e conseguenze, quello delle Torri Gemelle. L'attentato che tutti temiamo...

Ambientato tra Liguria e Piemonte (tra Genova e Bassavilla), Black Magic Woman tenta di parlare al lettore di quel che sta capitando oggi sul pianeta Terra, di quell'impensabile intreccio fra terrorismo e superstizione in cui sembriamo tutti quanti sprofondati da oltre quattro anni. La sua “morale” è forse vecchia, ma non ancora superata: non aspettiamoci che i media c'informino realmente degli accadimenti del mondo. Forse, in qualche caso, è necessaria la fiction.


 

  Black Magic Woman: La tenace linea blu inchiostro

Mi chiamo Manuel Blanco. Chi sono, che mestiere faccio e perché sto qui a scrivere di terrorismo e di apocalisse lo scoprirete nelle pagine successive, ammesso e non concesso che abbiate la voglia di seguirmi fino in fondo su questo tracciato d'orrore. Prima di tutto però, devo informarvi in breve di quanto accadde a Bassavilla nell'estate del Duemila, il celebratissimo anno del Giubileo. Cominciò tutto con il cadavere di una bambina, un'innocente di cui nessuno aveva mai denunciato la scomparsa e di cui non si scoprì mai l'identità. Bionda, bellissima, di sei o sette anni al massimo. Trovata sulle sponde di un lurido fiumiciattolo, sembrava dormire. E qualche mostro le aveva inciso con una lama un numero sulla spalla sinistra: 106.
Pakistan: test per nuovo missile; Catania: strangolata e chiusa in una valigia; Lettonia: rogo in ospizio, 26 morti; Cina: tigre uccide bambina in uno zoo; ucciso con ascia e sega nel catanese; bambino di 6 mesi accoltellato dalla madre. Nessuno, e dico nessuno, ha mai pensato che tra tutti questi eventi ci fosse un nesso, un filo nero non ancora giunto al termine. O meglio, uno c'è. La linea nera è stata seguita, passo passo, da una tenace linea blu inchiostro. Frutto di una folle intuizione, forse Danilo Arona ha colto l'oltre/altro da noi e dal mondo, ha ascoltato quello che la terra può dire e ce l'ha raccontato. A modo suo. Il primo che lessi di Danilo Arona, "La Stazione del Dio del Suono", mi aveva lasciato orfana di emozioni: sapevo che c'era qualcosa che non ero stata in grado di cogliere. Poi mi sono scontrata (non in ordine) con "Palo Mayombe", e allora sì che il mio piede è finito in una oscura melma. Lì si sentiva forte e chiara la puzza di un aldilà sulfureo e minaccioso, che in questo suo nuovo lavoro ha prepotentemente strappato il velo della realtà. In "Black Magic Woman" tutto comincia ad avere un senso, il confine tra realtà e fantasia non è più così netto. Uno scritto che induce violentemente a filtrare il reale con il senso che suggerisce il suo autore, non è fine a se stesso. Credo. Certo, non è un trattato di ontologia metafisica, ma non è poi così estraneo a una visione della realtà alternativa: dà una spiegazione, una tra le tante plausibili; la offre a chi è disposto ad aprire gli occhi e la mente, a chi è disposto ad ascoltare.
Questo è un lavoro ferocemente inquietante.
Avevi ragione, Danilo. Tutto questo è maleficamente e pericolosamente eccitante.

(Chiara Bordoni)

 

 

 

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