CRONACHE DI BASSAVILLA Dario Flaccovio Editore
Collana “Tempora”


  E' una strana e terribile leggenda metropolitana che circola in rete e in Italia da più di sei anni. Racconta di una ragazza bionda materializzatasi dal nulla e investita da un automobilista sonnolento sulla Bologna-Padova alle 5,20 del mattino del 29 dicembre 1999. Nell'identico istante in altre autostrade alcuni testimoni affermano di avere evitato per un soffio di travolgere una ragazza bionda che camminava barcollante in piena corsia. E' una leggenda, nulla di vero. Eppure per parecchi mesi su Internet è esistito un sito dedicato a questo fantasma della mente che qualcuno ha battezzato "Melissa". E su tale sito, oggi rimosso, sono apparse delle foto della ragazza. Già, una leggenda con fotografia... Qualcosa non quadra. Ma è così che una leggenda metropolitana può divenire vera. Con elementi iniziali, fili sparpagliati di vicende che all'apparenza nulla condividono. Una Melissa Prigione scomparsa da Bassavilla nel 1925, un'autostoppista fantasma che infesta le strade dal dicembre '99. Una ragazza morta nel suo letto nella stessa data, alla stessa ora e con lesioni traumatiche da incidente stradale. Il virus informatico Melissa che ha causato suicidi a catena nel mondo a partire dal dicembre '99. Due bambine che chiamano allo specchio "Melissa la sanguinante" senza rendersi conto del grave pericolo cui vanno incontro. E sullo sfondo lei, Bassavilla, la provincia oscura, sporca e negletta, che amiamo e odiamo con eguale intensità, ma che meglio ci rappresenta. Purtroppo.

 

  Chi è Melissa? Un incubo, un virus informatico, un fantasma, una ragazza bionda con jeans e giubbotto rosso investita sull’autostrada? O tutto questo insieme e altro ancora. La realtà infatti, spiega l’autore, non è materiale ma è formata da energia e come tale si può trasformare in varie entità.
Partendo da un forum, un newsgroup su Google dedicato al caso di una ragazza senza documenti investita sulla Bologna–Padova che, nello stesso istante in cui viene travolta e uccisa, appare contemporaneamente ad altri automobilisti, il protagonista, un giornalista che si occupa di indagini su fatti misteriosi e soprannaturali, inizia ad indagare per riuscire a dipanare la realtà dalla leggenda e a dare un senso ad una catena di morti inspiegabili ma tutte collegate, in un certo qual modo, a Melissa che appare e scompare come se fosse un incubo materializzato. Melissa, il virus informatico che fa suicidare le persone, Melissa, una ragazza affogata misteriosamente nel Tanaro durante il ventennio fascista, Melissa la sanguinaria che può uscire persino da uno specchio, da un televisore, dal corpo di una ragazza addormentata.
“Storie inverosimili che scaturiscono dalla nebbia, da quella luce greve in grado di divenire il buio dell’anima, dal silenzio. Qui spesso sono le rappresentazioni mentali e le costruzioni dell’immaginario a determinare i comportamenti sociali. Qui il reale può configurarsi come il prodotto del fantastico.” Un libro inquietante che si legge in poche ore, proprio per la capacità dell’autore di catturare l’attenzione con uno stile da indagine giornalistica che nulla tralascia. Arona ci conduce lungo un’intricata storia di terrore e morte alla ricerca di una spiegazione plausibile, attraverso una analisi lucida di fatti di cronaca e leggende metropolitane, che tra loro si collegano soltanto attraverso il nome della protagonista, Melissa, o la data in cui accadono, 29 dicembre 1999. Ma è difficile distinguere i fatti reali dall’invenzione letteraria.
Il racconto si snoda in modo cronologico, frammentario, ogni capitolo è come la tessera di un puzzle che si definisce a poco a poco, come se lungo l’arco della ricerca si venissero ad aggiungere piccoli parti che maggiormente fanno luce sull’intreccio inspiegabile dei fatti. L’ambientazione è molto curata, la descrizione dei luoghi particolareggiata, sembra di conoscerli, di vederli, quei luoghi di provincia tra Alessandria e Monferrato immersi nella nebbia che li avvolge e che condiziona anche l’umore degli abitanti. E la nebbia, forse, è la vera protagonista del libro, la si annusa, la si vede, se ne viene avvolti.
“È lei, la nebbia, il marchio della città, che ti entra nelle ossa e nei polmoni, facendoti morire anzitempo. Arriva dal basso, nasce sotto i tuoi piedi e punta verso l’alto. Guardateci dentro con la massima concentrazione, ma attenzione ai miraggi.” Degno di nota in questo libro non è tanto la trama in sé stessa, che per la sua peculiarità può interessare anche chi non ama le storie di fantasmi, ma il modo in cui è raccontata, lodevole sia per lo stile linguistico, la proprietà del linguaggio, sia per la tecnica del racconto.
Cronache di Bassavilla non annoia mai e trascina il lettore nel vortice degli eventi narrati, con la logica e la razionalità di chi si avvicina al paranormale da scettico e cerca con l’analisi lucida di svelarne i meccanismi e renderli spiegabili per la mente umana.
Ma, nonostante questo, si resta invischiati nelle maglie del mistero e dell’irrazionale. Arona affascina, cattura, rende appassionante anche un tema difficile e di nicchia come il genere horror, lasciando fino all’ultimo il beneficio del dubbio, senza mai squarciare del tutto quel sottile velo che separa la realtà dall’imponderabile, la chiarezza dal mistero.
“Bassavilla è ovunque. Guardate bene nella nebbia. E non dimenticatelo: a noi che qui siamo nati la nebbia piace. Amiamo il suo fruscio e la sua coscienza. Amiamo svanire nel suo grigiore stagnante con i colletti tirati sin sopra le orecchie, le mani in tasca e le tese dei cappelli che nascondono gli occhi. A noi piace perché nasconde la realtà.”

(Vanessa Menicucci)

 

 

 

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